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 Il calendario della manifestazioni
 
  • 1 Giugno
    Giornata di azioni contro la Guerra.

  • 2 Giugno
    "Make capitalism history". Manifestazione internazionale a Rostock.

  • 3 Giugno
    Giornata di azioni sull'ambiente e l'agricoltura.

  • 4 Giugno
    Giornata di azioni per i diritti dei migranti.

  • 5 Giugno
    Giornata di azioni contro la Guerra, la tortura e lo Stato globale di rccezione. Blocco e Assedio dell'Aeroporto militare di Rostock-Laage.

  • 6 Giugno
    Block G8! Azioni attorno alla Zona rossa per fermare il vertice.

  • 7 Giugno
    Cortei multipli e simultanei verso Heiligendamm

Il programma del controvertice

Quest'anno contro il G8 di Heilingendamm il controvertice si tiene in tre città tedesche, prima, durante e dopo il vertice ufficiale.
A Berlino, dive ci si prepara già dal 21 maggio, il controvertice durerà fino a una o due settimane dopo il G8; a Rostock, dove invece è iniziato il 25 maggio, si concluderà sabato 2 giugno. Ad Amburgo è iniziato il 25 maggio e andrà avanti fino al 10 giugno al centro sociale Rote Flora. Qui il 28 maggio scorso la polizia ha arrestato 24 manifestanti e fermato 53 persone usando anche cannoni ad acqua e manganelli per disperdere la folla che protestava contro il vertice.

Da queste tre città ci si organizzerà per poi mobilitarsi verso Heiligendamm. Ad accogliere i partecipanti ci penseranno i Convergence Center, spazi concepiti come primo punto di appoggio all'interno dei quali si terrano i workshop su diversi argomenti: "politica del g8 e suo significato", - "razzismo e politica di segregazione dei profughi", "agricoltura globale e tecniche di manipolazione genetica", "politica della guerra", "privatizzazione", "politica dell'energia e distruzione dell'ambiente". Oltre questi momenti di discussione i workshop forniranno anche informazioni pratiche: informazioni sulla situazione in Mecklenburg-Vorpommern [il Land dove si trova Heiligendamm], consigli legali per le manifestazioni, preparazione di azioni, metodi di comunicazione in situazioni difficili, modalità di decisione in gruppi particolarmente numerosi e il primo soccorso medico in particolare durante le manifestazioni. Inoltre il network Indymedia si occuperà degli aspetti tecnici affinché tutte le notizie vengano diffuse e tradotte.

L'agenda delle mobilitazioni contro il G8 è fittissima. Il primo giugno è stata la giornata d'azione contro la guerra. Con lo slogan "Bomben nein - wir gehen rein!" [niente bombe - noi entriamo] i manifestanti hanno impedito con i propri corpi le esercitazioni nel bombodromo di Kyritz-Ruppin, nel Brandeburgo, a 80 chilometri a nord di Berlino.
Sabato 2 giugno si tiene invece la manifestazione centrale a Rostock. Il ritrovo è alle 11 allo Schutower Kreuz in Hamburger Straße e alla stazione centrale in Platz der Freundschaft. Da questi due punti ci si dirigerà verso il porto della città [Stadthafen] dove, dalle 16 alle 18 si alterneranno gli interventi di: Green Youth, Greenpeace Germany, Attac Germany, Left Party, Walden Bello, Interventionist Left and Jane Nalunga.

La giornata di domenica 3 giugno è dedicata al tema dell'agricoltura globalizzata e dell'ingegneria genetica. Il 4 giugno sono previste, all'interno della "giornata di azioni sull'immigrazione", dimostrazioni al centro di detenzione per migranti di Rostock a cui seguirà una manifestazione nel centro cittadino che si concluderà in serata con un workshop sull'immigrazione. Martedì 5 le azioni si spostano invece all'aeroporto di Rostock Laage, casa base degli Eurofighter equipaggiati con razzi di media gittata e dove arriveranno i partecipanti alla conferenza dei G8 di Heiligendamm. Qui si terranno alcune dimostrazioni antimilitariste.

Azioni di disobbedienza civile intorno alla "zona rossa" sono previste nella giornata di mercoledì 6 giugno, mentre giovedì 7 sarà la volta degli "Sternmarch", i cortei multipli e simultanei verso Heiligendamm dai paesi vicini di Nienhagen, Kühlungsborn, Bad Doberan and Kröpelin.
Come a già a Genova, ad Evian e in altri luoghi, per tutelare i diritti delle persone che intendono manifestare contro il vertice del G8 il Legal Team Europa, con i gli avvocati tedeschi della Rav, aderente alla Aed [Avvocati europei democratici] ha organizzato un servizio di supporto legale.

Per informazioni consultare www.move-against-g8.org


NoG8
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Germania. Manifestazione anti-g8, scontri con la polizia 28 maggio 2007
Videos Hamburg NoG8

Germania. Manifestazione anti-g8, scontri con la polizia
28 maggio 2007
Migliaia di persone hanno sfilato oggi per le vie di Amburgo per protestare contro il vertice del G8, che si svolgerà dal 6 all'8 giugno ad Heiligendamm. Sono scoppiati scontri tra alcuni dimostranti e la polizia tedesca in assetto antisommossa.
La manifestazione, alla quale era presente un movimento plurale, dalla sinistra radicale agli attivisti cristiani, si e' dissolta dopo poco, a causa della presenza massiccia della polizia che, secondo gli organizzatori, ha impedito ai dimostranti di proseguire il corteo.
I circa quattromila manifestanti sono scesi in piazza anche in occasione della riunione di questa sera tra i ministri degli Esteri dell'Unione Europea e dei Paesi dell'Asia (Asem) e la tensione era alle stelle per i 'proclami' della vigilia. Su un loro sito web, alcuni manifestanti avevano espresso l'intenzione di fare azioni durante l'incontro organizzato dall'Ue "totalitaria e capitalista", accusata di "sfruttare" i Paesi asiatici.
 

Protesters target ASEM summit in Hamburg

Thousands of anti-globalisation demonstrators have marched through the centre of the north German city of Hamburg protesting against a meeting of EU and Asian ministers. The protesters erected barricades and police responded with water cannon and baton charges after being pelted with bottles and stones. Police said that 24 people had been arrested. The protests took place on the first day of a two-day conference between foreign ministers from the EU and Asian countries. Topics slated for discussion include the conflicts in Iraq, Afghanistan and the Middle East and climate change.

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da "il manifesto" del 29 Maggio 2007
Dieci consigli per i globalcritici in partenza per l'anti-G8

Felix Lee, Daniel Schulz

Il vertice del G8 a Heiligendamm si aprirà il 6 giugno. Ma già dal prossimo fine settimana i critici della globalizzazione si incontreranno sulla costa baltica con un fitto programma di azioni di protesta. Qui dieci consigli per chi si accinge a partire, anche dall'Italia.
1. Scarpe comode.
È difficile trovare ancora biglietti per bus e treni verso Rostock. Attac ha organizzato tre treni speciali, ma le ferrovie nessuno. Chi non trovasse più posto e non volesse andare a Heiligendamm da solo, può unirsi agli euromarciatori. Loro andranno a piedi per libera scelta ( www.euromarches.org ).
2. Corsa al posto tenda.
Conviene affrettarsi per assicurarsi un posto in uno dei quattro campeggi previsti per l'occasione. Per la manifestazione d'apertura, il 2 giugno a Rostock, sono attese centomila persone. Ma i campeggi offrono solo 14.000 posti. Aprono tra il 29 e il 30 maggio. Quello di Reddelich, a ovest di Rostock, ha 5.000 posti. Il campeggio più grande, con circa 6.000 posti, sarà proprio a Rostock, nella zona industriale dismessa del vecchio mattatoio. A Wichmannsdorf 1.500 manifestanti potranno campeggiare con vista sul Baltico. Chi preferisce dormire più lontano dall'epicentro del ciclone può piantare le tende a 40 chilometri da Rostock, nel campeggio «Buona notte G8» di Bützow. È gestito su basi commerciali da un'agenzia di Schwerin, che ha già organizzato concerti contro la destra. Niente panico per chi non trovasse più posto: se necessario saranno «requisiti» prati supplementari, assicura un organizzatore dei campeggi ( www.camping-07.de , www.g8-gute.nacht.de ).
3. Provviste di carne.
Nei campeggi davvero alternativi di Rostock, Reddelich e Wichsmanndorf, «cucine popolari» sfameranno gli ospiti. Minacciano «esperienze di cucina collettiva». Il cibo servito sarà sempre vegetariano, spesso addirittura vegan (senza latticini, uova e altre proteine di origine animale).
4. Il richiamo del dogmatismo.
Molti gruppi insistono per avere un proprio blocco separato alla manifestazione d'apertura del 2 giugno. Occorre decidersi: o si sfila come mollaccioni-riformisti con i verdi e le associazioni ambientaliste, o come orgogliosi militanti nella falange della Lega socialista rivoluzionaria/IV Internazionale. Non c'è un numero di telefono centrale per consigli sulla collocazione più corretta, anche perché gli organizzatori della manifestazione a Rostock non vorrebbero incoraggiare la frammentazione per ghetti. Quanto al percorso:
www.heiligendamm2007.de .
5. Dizionari tascabili.
Al vertice alternativo nella Nikolaikirche di Rostock ci sarà il jetset internazionale della protesta. Si potrà discutere della salvezza del mondo con ambientalisti dello Swaziland o con Jean Ziegler, relatore delle Nazioni unite per il diritto all'alimentazione ( www.g8-alternative-summit.org ).
6. Costumi variopinti.
Dopo la manifestazione del 2 giugno ce ne saranno molte altre più piccole. Il 3 giugno i critici della manipolazione genetica andranno dalla facoltà di agraria di Rostock a Gross Lüsewitz, dove si sperimentano patate geneticamente modificate. Si prega di abbigliarsi per l'occasione con quanta più fantasia possibile. Ognuno dovrà portarsi il proprio costume. In seguito si dimostrerà anche contro il militarismo o la discriminazione a danno dei migranti. Per sapere dove e come, rivolgetevi ai punti d'informazione nei campeggi.
7. Accendini da concerto.
Gli U2 esistono ancora. Canterà anche quel tipo che non si separa mai dai suoi strani occhiali. Il 7 giugno, nel parco della mostra del giardinaggio a Rostock, si esibiranno diversi artisti, da Bono a Grönemeyer fino a Seeed. Durante il G8 ci saranno altri concerti. Il 2 e il 3 giugno, nel quadro di Move against G8, suonerà il gruppo Wir sind Helden («Noi siamo eroi»). Pure nei campeggi si preparano programmi musicali. Non manca in cartellone la Hedonistische internationale (www.move-against-g8.de , www.deine-stimme-gegen-armut.de )
8. Nomi di copertura.
Bloccare le strade sarà lo strumento principe della protesta. I globalcritici vorrebbero volentieri farne uso per paralizzare il vertice. Siccome gli informatori della polizia sono dappertutto, gli esperti consigliano di unirsi in «gruppi di riferimento», con persone che si conoscono bene. Solo a loro si potrà dire dove e quando... Utile anche darsi un nome di copertura innocente, per esempio «spazzolino» o «dentifricio» (www.block-g8.org).
9. La virtù del silenzio.
Se la polizia vi arresta, i consulenti legali raccomandano di non rilasciare dichiarazioni. Per il periodo del G8 l'Associazione delle avvocatesse e degli avvocati repubblicani aprirà uffici a Rostock e a Bad Doberan. Se si viene arrestati, può dare una mano l'Ermittlungsauschuss (Commissione per le indagini). Questo gruppo stabilisce contatti con gli avvocati e raccoglie informazioni per controinchieste. Il numero d'emergenza dell'Ermittlungsauschuss nei giorni del G8 sarà 0358204.768111, www.ermittlungsauschuß  (Per chi parte dall'Italia: sarebbe utile informare questa struttura di assistenza legale anche nel caso di problemi con la polizia tedesca alla frontiera).
10. Occorrente per la sopravvivenza.
Per esempio crema solare ad alto fattore di protezione. L'esperienza di precedenti campeggi di protesta insegna che raramente sono posti ombrosi. Anche stavolta sarà così. Nella ex zona industriale di Rostock non ci sono alberi. Nemmeno il prato a Reddelich, a parte qualche cespuglio, offre riparo dal cocente sole del Baltico. E in quei paraggi prosperano le zanzare.
© die tageszeitung (trad. Guido Ambrosino)  www.ilmanifesto.it


da "il manifesto" del 26 Maggio 2007

La vittoria degli anti-G8

La magistratura revoca i divieti imposti dal governo: sarà possibile arrivare fino alle reti di protezione. Ecco la mappa delle manifestazioni
Guido Ambrosino

Una zona di circa due-tre chilometri attorno a Heiligendamm, protetta da un'alta rete metallica, resta impenetrabile. Ma i critici del club dei «superotto», atteso sulla costa baltica dal 6 all'8 giugno, potranno almeno avvicinarsi a 200 metri dalla rete. La polizia avrebbe voluto tenerli a quattro km dalla «barriera tecnica», e quindi a sei km dal luogo di convegno dei reggenti dei paesi più ricchi. Il tribunale amministrativo di Schwerin ha però respinto la pretesa di erigere una seconda zona di sicurezza, che avrebbe sospeso il diritto di dimostrazione su un'area di 40 kmq.
I giudici hanno parzialmente accolto il ricorso dei promotori della «marcia a stella», che il 7 giugno avrebbero voluto convergere fino a Heiligendamm dai paesi vicini di Nienhagen, Kühlungsborn, Bad Doberan, Kröpelin. Di passare per l'hotel Kempinski se lo devono scordare, ma potranno pur sempre muoversi su quattro percorsi verso e attorno al recinto, pur restando a 200 metri dalla rete. La sentenza tira le orecchie alla polizia di Rostock: «I rischi per la sicurezza possono essere adeguatamente fronteggiati con misure meno drastiche dei divieti generalizzati». Soddisfatti Susanne Spemberg e Peter Kromre della rete Dissent, il variopinto consorzio che unisce nella «marcia a stella» gruppi altermondialisti e socialrivoluzionari.
Ai giudici resta da pronunciarsi su altri due ricorsi. Il primo di «voce ebraica», gruppo critico della politica del governo israeliano, che il 5 giugno vorrebbe avvicinarsi alla barriera per protestare contro tutti i muri, a cominciare da quello che lacera la Palestina («No wars, no walls»). Il secondo si rivolge contro il divieto di riunirsi nei pressi dell'aeroporto militare di Rostock-Laage, dove arriveranno i capi di stato e di governo.
Non chiede invece nessuna autorizzazione la campagna Block-G8 ( www.block-g8.org ) a «consapevoli infrazioni alle regole» con i metodi della disobbedienza civile e nonviolenta. L'idea è di provare a bloccare le strade di accesso a Heiligendamm, soprattutto il 6 e il 7 giugno, mettendosi a sedere sull'asfalto, finché la polizia non ti trascina via. La portavoce Frauke Banse spiega che, se i supercapi si sposteranno in elicottero, «una schiera di diplomatici, portaborse, interpreti, camerieri, fornitori di insalata o di panini freschi, dovrà spostarsi in auto». Bloccare una strada senza opporre attiva resistenza alla polizia è un'infrazione amministrativa, punibile con un'ammenda, come se si parcheggiasse in divieto di sosta. C'è però il rischio di venir trattenuti dalla polizia fino alla fine del vertice: un «arresto di sicurezza» per impedire di riprovarci.
Ci saranno tutti, da gruppi ecclesiali a pezzi del sindacato, dai socialisti ai verdi, dai pacifisti alla «sinistra interventista» (nuovo cartello dei gruppi più radicali) alla grande manifestazione che aprirà il 2 giugno a Rostock, 40 km a sud est di Heiligendamm, la settimana di protesta contro il G8. «Un altro mondo è possibile» è il motto comune (si veda www.heiligendamm2007.de ). Si convergerà verso la stessa piazza, però su due percorsi diversi, uno per Attac, Greenpeace e altri gruppi «costruttivi», l'altro per gli «intransingenti».
Chi avrà voglia di informarsi e discutere sull'universo mondo delle strategie alternative per il nostro pianeta potrà partecipare, dal 5 al 7 giugno a Rostock, all'Alternativgipfel (vertice alternativo). Tavole rotonde con le star dell'altermondialismo si susseguiranno a workshop per tutti i gusti (il programma su www.g8-alternative-summit.org ). Chi preferisce il movimento all'aria aperta potrà impegnarsi in tre «giornate d'azione», il 3 giugno sull'agricoltura (con gite in campagna nei centri di sperimentazione di sementi geneticamente modificate), il 4 per la libertà di migrazione (con visite a a centri di detenzione per clandestini da rimpatriare), il 5 contro le guerre e il militarismo (con escursioni verso installazioni militari).
Rostock è facilmente raggiungibile in treno da Berlino. Nei dintorni di Rostock non mancano pensioni, ostelli, appartamenti per vacanze a prezzi abbordabili (per informazioni e prenotazioni www.Rostock.de ). Altrimenti ci sono tre campeggi, il più grosso in città. Due più piccoli, per circa 3 mila posti ciascuno, a Reddelich e a Wichsmanndorf, rispettivamente a sud e a est di Heiligendamm, si prestano meglio come punto di partenza per le azioni di blocco delle strade di accesso. Wichsmadorff, su colline non lontane dal mare, piacerà di più a turisti esigenti. Prezzo medio 5 euro a notte. Un abbonamento settimanale bus e treni regionali costerà 15 euro (www.camping-07.de ). Il governo regionale del Mecklenburgo batte la grancassa per un quarto campeggio a Bützow, ben collegato alla ferrovia, ma davvero troppo lontano, sia da Rostock che da Heiligendamm.
http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/465848fe1f7b5.html
 
da "il manifesto" del 26 Maggio 2007
Verso il G8
Prove di piazza


Vertice Ue-Asia ad Amburgo, no global in piazza
La lunga marcia di avvicinamento dei no global al G8 di Heiligendamm comincia lunedì e martedì ad Amburgo, dove si contesterà una riunione tra i ministri degli Esteri Ue e di una ventina di paesi asiatici (l'Asia-Europe meeting), con l'obiettivo principale di rafforzare la collaborazione su una serie di tematiche internazionali. Il vertice si svolgerà tra imponenti misure di sicurezza. La polizia si aspetta circa cinquemila partecipanti alla manifestazione di lunedì.
Prodi fa l'africano,
Action Aid lo contesta

Il presidente del Consiglio Romano Prodi parla dell'impegno italiano nella cooperazione allo sviluppo in un messaggio inviato per la Giornata dell'Africa e fa adirare Action Aid. «Non riusciamo a capire se il premier stia annunciando un cambio di marcia nella politica italiana di cooperazione o se invece si è confuso», afferma Marco De Ponte, segretario generale dell'ong, «Prodi parla di un'inversione di tendenza per le risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo, ma se l'ultima legge finanziaria aumenta le risorse destinate alla cooperazione internazionale, portandole a circa 600 milioni, questa rimane una cifra che in termini reali non equivale ai valori del 2003. La stessa legge finanziaria, inoltre, non prevede aumenti per i prossimi anni: il congelamento a quota 600 milioni non garantirebbe così all'Italia di rispettare gli obiettivi stabiliti in sede europea dello 0,51% Aps/Pil entro il 2010, poiché queste risorse, da sole, rappresentano soltanto lo 0,04% del Pil». «Quanto alle affermazioni sul contributo italiano alla lotta all'Aids - continua De Ponte - evidentemente il vuoto di memoria del governo italiano si fa sempre più preoccupante. L'intera comunità internazionale sta aspettando che l'Italia paghi il debito di 280 milioni di euro nei confronti del Fondo globale alla lotta all'Aids».
 
da "il manifesto" del 26 Maggio 2007

in rete


www.indymedia.org
Quando si parla di G8, il sito di riferimento rimane sempre quello del network Indymedia. Chiusa la sezione italiana, si possono reperire informazioni sul sito centrale ma anche su quelli tedesco e svizzero.
www.dissentnetwork.org
E' il sito della rete dei movimenti anarchici e libertari europei, la vera anima dell'anti-G8 più radicale. Vi si possono trovare informazioni pratiche su come arrivare, dove alloggiare, i centri di accoglienza, etc. E ancora poster e foto, nonché la discussione dei gruppi di lavoro.
www.gipfelsoli.org
E' un sito di un gruppo tedesco con molte informazioni su tutte le attività e le mobilitazioni giorno per giorno. E' utile per avere un'idea su cosa fare in quei giorni. C'è anche una mappa del movimento antifascista con tutte le mobilitazione dei neonazisti previste nell'area di Heiligendamm e delle contromanifestazioni. Link a numerosi network anti-G8.
www.g8-tv.org
E' forse la novità più interessante del movimento anti-G8: la piattaforma ospita video su attività, azioni, manifestazioni di protesta, conferenze stampa, etc. Nello spirito della prima Indymedia, quella di Rebel colours sulle giornate di Praga (ottobre 2000).

http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/4658492f775f4.html


Christiania
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Danimarca, protesta contro la chiusura di un centro sociale 14/05/2007
 

 

Christiania - danish police clash with protesters at hippie enclave

Monday, May 14 2007

 

COPENHAGEN, Denmark: Police fired tear gas on Monday in clashes with rock-throwing rioters protesting the demolition of a decrepit building in Copenhagen's hippie enclave. At least 16 people were arrested, police said, while one police officer and one protester were injured.

COPENHAGEN, Denmark: Police fired tear gas on Monday in clashes with rock-throwing rioters protesting the demolition of a decrepit building in Copenhagen's hippie enclave.

At least 16 people were arrested, police said, while one police officer and one protester were injured.

The protesters set fire to a barricade on the main road outside the Christiania district of the Danish capital, sending thick, black smoke into the sky. Helmeted riot officers fired tear gas at masked youths hurling bottles and cobblestones.

The clashes erupted two months after angry youths went on a rampage in downtown Copenhagen to protest the eviction of a squatter from a youth center in another part of the city. Hundreds were arrested and some 25 people injured.

Police spokesman Flemming Steen Munch said youth activists who took part in those riots also joined Monday's clashes in Christiania, which started after workers started tearing down a condemned building.

The wooden structure, known as Cigarkassen — or the cigar box — had been used by homeless people after being damaged by a fire in 2002.

Residents of Christiania, who have been protesting the government's plans to end the small district's alternative society, had called for peaceful protests against the demolition.

But the situation spun out of control when black-clad youths built a large barricade and set fire to it to keep police from entering the area.

One demonstrator was injured in a scuffle with baton-wielding police officers after he punched an officer's helmet. The protester was handcuffed and taken away by ambulance, bleeding from his forehead.

Munch said the man had a cut to his eyebrow, but the injury was not serious and that the man would be charged with assaulting a police officer after being treated.

Christiania was founded in the 1970s when hippies proclaimed their freewheeling society on state-controlled land behind Copenhagen's old ramparts. They painted the buildings in psychedelic colors and advocated free marijuana, nudity and anarchy with no cars and no police.

Parliament recognized Christiania as a "social experiment" in 1987, and four years later gave the residents the right to use the land.

However, lawmakers three years ago adopted the center-right government's plan to end the social experiment. The government wants to create a housing agency to assume ownership of Christiania's buildings, impose rents and allow outsiders to move in.
Danimarca, protesta contro la chiusura di un centro sociale, 50 arresti
Guerra urbana a Christiania
Guerra urbana a Christiania

Oltre cinquanta giovani sono stati arrestati nella tarda serata di ieri dopo nuovi scontri con la polizia danese nelle strade di Christiania, un quartiere di Copenaghen. I disordini sono cominciati dopo una manifestazione autorizzata di centinaia di giovani, molti dei quali col viso coperto, che protestavano contro la demolizione avvenuta ieri mattina di una casa di Christiania, chiamata la "free town" citta' libera di Copenaghen, usata come centro sociale.

La polizia ha lanciato candelotti lacrimogeni per disperdere i manifestanti che lanciavano sassi, petardi e molotov sulle forze dell'ordine. Tre poliziotti sono stati feriti negli scontri che sono durati fino a tarda sera nel quartiere di Christianshavn, trasformato in campo di battagli, con fuochi e barricate. Verso l'una di questa notte e' tornata la calma.

www.rainews24.it

 


da "il manifesto" del 10 Maggio 2007
Germania Polizia negli squat di tutto il paese, 21 indagati. Sale la tensione in vista del vertice, la sinistra teme il bis di Genova
«Anti-G8 terroristi». Blitz preventivo alla tedesca

Attivisti o terroristi? Perquisiti centri sociali in tutta la Germania. A Berlino nel mirino anche una libreria alternativa nel quartiere di Kreutzberg. Nel mirino la rete radicale Move against G8.Pesante l'accusa: «terrorismo». E il governo chiude le frontiere per i giorni del summit
Matteo Alviti

È gravissima l'accusa contestata ieri a 21 giovani attivisti della sinistra tedesca dalla procura federale di Karlsruhe: «Costituzione di organizzazione terroristica». Nel corso della giornata circa 900 agenti di polizia hanno perquisito, tra Amburgo, Brema, Berlino, in Brandeburgo, Bassa Sassonia e Schleswig-Holstein, più di 40 centri sociali, uffici e private abitazioni di attivisti della sinistra radicale impegnati nella rete «Move-against-G8».
Monika Harms, procuratore generale di Karlsruhe, contesta agli indagati l'organizzazione di attentati incendiari e altre azioni violente per impedire lo svolgimento del prossimo G8 di Heiligendamm, nel nord della Germania. I 21 destinatari del provvedimento, sospetti «terroristi», sono però a piede libero, il che lascia spazio a dubbi sulla loro pericolosità sociale. Gli indagati sono inoltre sospettati di essere i responsabili di oltre 40 tra attentati incendiari e danneggiamenti vari, commessi fra il 2005 e il 2007, la maggior parte dei quali sarebbe a carico del «Gruppo militante», un'organizzazione dell'estrema sinistra. Tra le azioni più recenti l'incendio, ad Amburgo, dell'auto privata del sottosegretario alle finanze Thomas Mirow. E proprio nella città-stato sono stati perquisiti ieri i locali del Rote Flora. «Hanno sequestrato computer, materiale per la mobilitazione contro il G8 e vari documenti», ha dichiarato Andreas Blechschmidt, attivista del centro sociale. Per la natura e la varietà del materiale requisito la procura conta di indagare a lungo, «per settimane», ha dichiarato la portavoce Petra Kneuer ieri. C'è da attendersi, insomma, che i sospetti «terroristi» rimangano tali almeno fino alla fine del G8. Intanto il ministro degli interni della città anseatica, Udo Nagel, ha invitato i dimostranti pacifici a distanziarsi dagli estremisti. «Con i criminali non discuteremo. Tolleranza zero», ha annunciato.
Ad Amburgo il «centro culturale autonomo occupato» Rote Flora è un'istituzione. L'occupazione risale al 1988, quando un'associazione di cittadini, commercianti e gruppi di autonomi preoccupati per il clima di speculazione immobiliare si ribellarono al progetto della città-stato che intendeva sostituire il vecchio edificio ottocentesco con un grande complesso per musical. Nel 1989 i cittadini decisero di occupare il teatro, dando vita a un progetto che ha resistito negli anni a diversi tentativi di sgombero e a un incendio rovinoso nel 1995.
Ieri davanti al Rote Flora erano parcheggiate molte vetture della polizia. Un manifesto affisso sulla facciata invita alla manifestazione del 29 aprile a Heiligendamm, sede del G8 del prossimo giugno: «Dietro la recinzione c'è la spiaggia», si legge sull'immagine dove un paio di tronchesi aprono un varco nel filo spinato. Gli agenti hanno disperso con la forza una manifestazione spontanea all'esterno dell'edificio, fermando 18 persone. I militanti hanno denunciato il clima di intimidazioni pre-G8: «C'è un tentativo di criminalizzare e diffamare le campagne contro la politica del G8», si legge nel comunicato stampa diffuso. Dalla fine di maggio il Rote Flora ospiterà il Convergence Center Hamburg, un punto d'incontro per la preparazione delle azioni di protesta.
«È un attacco contro tutto il movimento», ha denunciato anche la «Sinistra antifascista di Berlino», dove la polizia ha perquisito tra gli altri diversi locali di Kreuzberg e una libreria «alternativa» nel Mehringhof, cortile storico della sinistra cittadina. «Con i server che ci hanno sequestrato hanno bloccato anche le nostre pagine internet. Un bel colpo», ha denunciato Marcus Steinhagen del gruppo Gipfelsoli di Berlino. Anche la giovane Katja Kipping, parlamentare della Die Linke, ha denunciato la creazione artificiosa di un clima di tensione. Con lei Hans Christian Ströbele, dei Verdi, che sospetta che la polizia abbia voluto dare un segnale chiaro ai movimenti. Ieri il ministro degli interni Schäuble ha annunciato la sospensione degli accordi di Schengen e il ripristino dei controlli alla frontiera fino alla fine del vertice di Heiligendamm. La polizia, che difenderà gli otto potenti con più di 16mila agenti, si aspetta azioni violente da 5 mila degli oltre 100 mila manifestanti previsti.

 

Block-G8 Rostock

Mercoledì 9 maggio 2007 11:47 Germania: raid della polizia contro il movimento anti-G8

Raid, perquisizioni e sequestri preventivi nelle principali città tedesche

Alle 08.00 di questa mattina a Berlino, Brema, Amburgo, Rostock e nelle altre principali città della Germania, è scattata una massiccia operazione di polizia contro il movimento anti-G8. Più di una ventina di perquisizioni in case, squat, sedi di associazioni e centri sociali che da mesi stanno organizzando le mobilitazioni contro il Summit a Heiligendamm.
A Berlino è stato sequestrato il server SO 36 che ospita diversi siti contro il G8.
L’accusa: art.129 ossia associazione sovversiva con finalità di terrorismo.

Comunicato Stampa

Un primo resoconto sulle operazioni di questa mattina con Dario, FelS.
-  [ audio ]
L’intervista a Max di Alb da Berlino dove questa mattina la plizia ha perquisito il Fusion.
-  [ audio ]
-  Video

A breve altri aggiornamenti dalla Germania.

 

Germania. Intimidazioni poliziesche per gli antiG8
9 maggio 2007
Questa mattina a Berlino, Brema, Amburgo, Rostock e nelle principali città tedesche, è scattata una massicia operazione di polizia contro il movimento che sta orgnizzando la contestazione al G8 a Heiligendamm, che si terrà dal prossimo6 giugno. E' stato sequestrato il server che ospita diversi siti contro il G8. Novecento agenti della polizia tedesca hanno partecipato alla retata, e la magistratura ha reso noto di aver messo sotto inchiesta 18 persone, le quali avrebbero creato un "gruppo terroristico" incaricato di organizzare attacchi con bombe molotov e altri atti violenti.
Il ministero degli interni tedesco ha da parte sua annunciato la sospensione temporanea del Trattato di Schengen e il rafforzamento dei controlli alla frontiera "per impedire l'ingresso in Germania di potenziali criminali e di altre persone che intendono commettere atti violenti". Proprio come prima del G8 di Genova, sei anni fa.
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del movimento tedesco.

A partire dalle h. 8.00 di mercoledì 9 maggio è partita un'ondata di perquisizioni contro le strutture di sinistra attraverso tutta la Germania. Bersagli delle perquisizioni sono i progetti sociali e le case private delle persone che stanno organizzando le mobilitazioni contro il summit del G8 - o sospettate di farlo.
A Berlino almeno sette appartamenti e uffici sono stati perquisiti, tra cui due uffici al Bethania, un centro sociale di Kreuzberg, e il Fusion shop nello stesso quartiere. Quest'ultimo è uno spazio utilizzato da una organizzazione antifascista e dalla Sinistra Interventista. Quindi, sono stati perquisiti un infoshop a Mehringhof e gli uffici di molti media alternativi in Lausitzer Strasse.
Le indagini della polizia criminale si sono concentrate specialmente sul server alternativo so36.net. Molti progetti di sinistra e alternativi hanno infatti appoggiato su questo server i loro siti, mailing lists e indirizzi mail. In questo modo la struttura di comunicazione del movimenti anti-G8 è stato colpito in uno dei suoi punti sensibili.
Ad Amburgo la repressione si è abbattuta contro il centro sociale "Rote Flora" e diverse case occupate. Perquisizioni sono state fatte anche nei dintorni di Berlino e a Brema.
Gli ordini di perquisizione sono basati sul paragrafo 129a: "Formazione di una associazione terroristica con il fine di bloccare il summit del G8". La selezione casuale di molte abitazioni di sinistra e di progetti infrastrutturali dimostra chiaramente che quell'articolo è usato come scusa per indebolire le mobilitazioni contro il G8. "Probabilmente diversi casi di danni alla proprietà servono come scusa per queste indagini", questa è l'impressione del Campinski Press Group. Una di queste azioni è stata portata contro il Kempinski Hotel, dove il summit del G8 si svolgerà. L'hotel fu bersagliato da palloni pieni di pittura alcuni mesi fa.
Il contesto di una indagine sul §129a sono strumentalizzate proprio nel periodo di avvicinamento alle proteste. Inoltre, queste misure hanno, evidentemente, un effetto intimidatorio. Solo il 2% di tutte le indagini sul §129a infatti risultano passati in giudicato.
Quindi: "Chi invita il G8, invita anche la protesta contro di esso", spiega Hanne Jobst dell'ufficio del Bethania di Berlino. 'Tutti i tentativi di criminalizzare questo movimento non riuscirà a fermarci nell'indicare le ineguaglianze nel mondo durante il G8'.
Gli atti repressivi della polizia criminale non sorprendono del tutto, La sinistra e resistenza della sinistra radicale contro il G8 ha raggiunto un livello incontrollabile per la polizia. "Fino ad ora, la polizia ha cercato di dividere la resistenza agendo nei media attraverso allucinazioni su di un esercito di "anarchici". Ora cercano di sabotare le strutture organizzative del movimento", spiega ancora Jobs, "è notevole il fatto che le perquisizioni sono rivolte contro quelle parti di resistenza che rifiutano di chiedere qualcosa al G8, perché rifiutano il G8 in generale come una istituzione illegittima", dichiara un portavoce del Gipefesoli Info Group.

http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_11595.html


Saturday April 14th, 2007 15:59 Shut down G8 Summit! Conflicts make Europe

Statement:
International Meeting against G8-Summit

-  [ ita ]

This weekend in the city of Rostock there have been three days of discussion rounds to prepare the demonstrations against the G8 meeting.
The meeting started on Friday the 13th, with international movement network Dissent! and then with the german network Block G8 presenting the different initiatives that will take place from June the 2nd to June the 6th.

The main issue coming out of the meeting is that a Europe "from below" does exist, and it is activating more and more relationship and diferent forms of cooperation.
The italian group promoted an international meeting about the Borders issue, to which all the subjects coming to the meeting have partecipated.
During this discussion round we spoke about the groups that will actually go to Germany on June, but also about the forms of protesting to be practiced during the G8.

Yesterday many activists reached Rostock to attend the international meeting that prepares the counter-meeting agaist next G8 summit.
“We shall help in building the counter-meeting in Italy and we’ll try to be the most as possibile in Germany durino the G8 summit”.

Audio files:
Marcello Tarì, Uninomade nordest/ Cso Rivolta, reports of the meeting’s panels.
-  [ audio 02 ]
The first corrispondente from Rostock.
-  [ audio 01 ]

Multimedia:
Make capitalism history: Rostok 2-6 Giugno 2007 il G8
Shut down G8 Summit! Conflicts make Europe - Centri sociali verso Heiligendamm


Block G8 - Rostock ’07

Venerdì 20 aprile 2007

Il circo del G8 sta arrivando in Europa e terrà il suo spettacolo ad Heilegendamm in Germania, dal 6 all’8 di giugno.
Come già è successo per i recenti Summit, anche quest’ultimo “assembramento sedizioso” dei potenti della terra si terrà in un posto isolato, giusto nel mezzo tra i boschi tedeschi e l’Atlantico. Indubbiamente, questa scelta di isolamento è dovuta al successo delle mobilitazioni che hanno contraddistinto il ciclo di lotte no-global, da Seattle a Praga fino a Genova.
Molte reti di attivisti europei, ma non solo, stanno preparandosi a convergere verso Heilegendamm fin dai primi giorni di giugno per dare vita a una nuova contestazione del vertice, una contestazione che sia nuova nelle forme e anche nello spirito politico che la anima.
Innanzitutto il “concept” della contestazione, condiviso in molte assemblee internazionali, non ruota tanto attorno all’assalto alla zona rossa bensì si concentra sulle più recenti lotte che si sono svolte nelle metropoli europee e di tutto il mondo, ricavandone che la loro efficacia risiede nelle azioni dirette al blocco dei flussi delle merci e della mobilità in generale. Ad esempio lo sciopero dei portuali americani nel 2002, le mobilitazioni dei piqueteros in Argentina, il 1° maggio dei Latinos negli USA, il conflitto francese dentro le banlieues e contro il CPE e ultimamente la lotta contro la distruzione del centro sociale Ungdomshuset in Danimarca.
Da qui l’idea del Blocco del G8, ovvero la cooperazione tra diverse reti di movimento nello sforzo comune di bloccare le vie d’accesso e ogni tipo di flusso verso Heilegendamm e in tutta la regione (il Meck-Pomm) nel giorno d’apertura del Summit. Se la strategia dei movimenti è questa, il Blocco, la tattica sarà flessibile e mobile: per essere efficaci bisogna essere pronti a cambiare velocemente i piani di disturbo, bisogna cioè esercitare il nomadismo come pratica di movimento effettiva.
Un altro punto molto importante risiede nello sforzo che le principali reti di movimento tedesche stanno conducendo per riuscire a costruire una dinamica di mutuo appoggio tra le diverse forme e pratiche di lotta: non più blocchi identitari ma moltitudini in lotta che valorizzano le differenze e cooperano tra di loro.
We will be everywhere!
Saremo ovunque!

Mobilitazioni e azioni verso il G8: Berlino verso il G8 | Rostock 13.14.15/04/07 Meeting Internazionale contro il Summit del G8 | GlobalMeeting, 31 marzo - Assemblea europea dei movimenti

Comunicati e appelli: Centri sociali verso Heiligendamm | Block G8! Muoversi.Bloccare.Restare | Collettivo "Antifa" di Berlino | Appello per blocchi compatti attorno alla Zona Rossa | Sinistra intervenzionalista | Bloccare il Bombodromo e il G8!

Interviste:

Links
G8 XTRA: sito con informazioni generali sul G8, parzialmente in inglese, per lo più in tedesco, con date, appuntamenti, piano porvvisorio della mobilitazione. Vi fanno riferimento molti gruppi e movimenti.
clicca qui per andare alla pagina del sito in cui si parla di come partecipare alla mobilitazione, dal più semplice partecipare, al sostenere con donazioni, infine al mettere a disposizione idee e proproste (vedi ultima parte della pagina)
Block G8: sito che riunisce i diversi movimenti nell’organizzazione concreta dei blocchi a Heiligendamm. L’unica lingua in cui è scritto è il tedesco
Dissent Network of Resistensce: questa è la piattaforma in più lingue che raccoglie le info sulle mobilitazioni per metterle a disposizione di tutto il panorama europeo. La parte in itliano è minima ma tutto il sito è in inglese oltre che in tedesco.
Molto interessante è il link all’info tour, un’insieme di informazioni su mobilitazioni e contatti per farsi velocemente una visione globale del movimento verso il G8. Se si clicca sul link "Coordination for translation" si può accedere a tutti i link alle diverse fasi del percorso verso il G8; se si clicca su "Infosheet in English" si arriva ad una pagina di link e contatti per le mobilitazioni
Gipfelsoli: Work group che si è creato in Germania in occasione della prateciapzione al G8 di Genova e che, ora, raccolglie materiale rispetto a tutte le tappe più importanti delle proteste contro i G8 delgi ultimi anni e quindi anche e primariamente il percorso che porta a Rostok.
Il sito è in tedesco ma può essere usato come un buon promemoria per tutte le date di mobilitazione.
Antifasistische Linke Berlin: uno dei poli di mobilitazione e azione più importante della Germania che contiene notizie sempre aggiornate rispetto al G8 nonchè appelli in diverse lingue fra cui l’italiano.
Sinistra Intervenzionalista: emergente dall’esperienza dell’Autonomia, comprende circa 12 gruppi in Germania e ha scritto un appello tradotto anche in italiano, di richiamo alla pertecipazione al G8.
http://www.globalproject.info/art-11919.html


Make capitalism history: Rostok 2-6 Giugno 2007 il G8

Tutte le tappe, le mobilitazioni, gli incontri, che da qui a giungno popoleranno il panorama del movimento tedesco, polacco, europeo in preparazione dei blocchi che fermeranno Heigeldamm dal 6 all’8 giugno

Martedì 13 febbraio 2007
Giugno 2007. Un corteo immenso e vistoso di manifestanti arrivati da tutto il mondo sfila per le strade di Rostock per protestare contro il meeting dei G8. Diecine di migliaia di persone aspettano i capi di governo sulla pista di atterraggio dell’aeroporto, bloccando l’accesso al paese benestante di Heiligendamm, dove il vertice dovrebbe aver luogo. Il programma è disturbato ripetutamente da azioni fantasiose. Al centro dell’attenzione pubblica, non sono le dichiarazioni dei potenti, ma la molteplicità della protesta e della resistenza.

La resistenza al g8 a rostok in giugno sta prendendo forma.
Il capitalismo, la guerra imparialista degli Stati Uniti, con l’attiva partecipazione dell’Unione Europea, le politiche sociali economiche, tutto ciò fa parte della protesta anticapitalista che raggiungerà Rostok.

Il piano delle azioni è stato abbozzato, i gruppi di tutta Eupropa iniziano a mettere in gioco proproste, idee, azione nella preparazione>
Take part in the preparations! Get active!

In questa pagina la sintesi dei passaggi che, soprattutto in Nord-Europa, segneranno la preparazione e l’arrivo a Rostok, un arrivo quanto mai partecipato e cosciente, per mettere menti e corpi contro le logiche capitaliste di guerra che verranno portate avanti nella vetrina della ridente cittadina di Heiligendamm dal 6 all’8 Giugno. Cercheremo di tradurre e mettere a disposizione link e materiale in italiano per seguire il movimento tedesco ed europeo che si prepara al vertice.


Link ai siti tedeschi più interessanti (saranno indicati quelli con traduzione in inglese o in italiano)

G8 XTRA: sito con informazioni generali sul g8, parzialmente in inglese, per lo più in tedesco, con date, appuntamenti, piano porvvisorio della mobilitazione. Vi fanno riferimento molti gruppi e movimenti.
clicca qui per andare alla pagina del sito in cui si parla di come partecipare alla mobilitazione, dal più semplice partecipare, al sostenere con donazioni, infine al mettere a disposizione idee e proproste (vedi ultima parte della pagina)

Block G8: sito che riunisce i diversi movimenti nell’organizzazione concreta dei blocchi a Heiligendamm. L’unica lingua in cui è scritto è il tedesco; dalla prima pagina del sito: "All’inizio di Giugno arrivano i potenti della terra per partecipare al summit del G8. Con barricate e azioni di disobbedienza civile noi bloccheremo questo summit. la politica del G8 esiste per il capitalismo neoliberale e globalizzato che rende immensamente più profondo il divario fra ricchezza e povertà. Con la campagno BLOCK G8 noi diciamo NO a tutto ciò e tolgiamo a questo incontro ogni tipo di legittimità."

DISSENT NETWORK OF RESISTENCE: questa è la piattaforma in più lingue che raccolgie le info sulle mobilitazioni per metterle a disposizione di tutto il panorama europeo. La parte in itliano è minima ma tutto il sito è in inglese oltre che in tedesco.
Molto interessante è il link all’info tour, un’insieme di informazioni su mobilitazioni e contatti per farsi velocenmente una visione globale del movimento verso il G8. Se si clicca "coordination for translation" si vede tutti i link alle diverse fasi del percorso verso il G8; se si clicca "infosheet in english" si arriva ad una pagina di link e contatti per la mobilitazione

GIPFELSOLI: work group che si è creato in Germania in occasione della prateciapzione al g8 di Genova e che ora raccolgie materiale ripsetto a tutte le tappe più importanti delle proteste contro i g8 delgi ultimi anni e quindi anche e primariamente il percorso che porta a Rostok.Il sito è in tedesco ma può essere ustao come un buon promemoria er tutte le date di mobilitazione.

ANTIFASISTiSCHE LINKE BERLIN: uno dei poli di mobilitazione e azione più importante della Germania, notizie sempre aggiornate rispetto al G8 ovviasmente, nonchè appelli in diverse lingue fra cui l’italiano. Vedi l’appello verso il G8 in italiano, lanciato dall’Antifa di Berlino

SINISTRA INTERVENZIONALISTA: emergente dall’esperienza dell’Autonomia, comprende circa 12 gruppi in Germania e ha scritto un appello tradotto anche in italiano, di richiamo alla pertecipazione al G8. leggi l’appello


Count down verso il g8: tutte le tappe da qui a giugno


-  9-11 Febbraio: Meeting internazionale a Varsavia per l’inizio dell’organizzazione del G8 a Rostok. Vedi l’appello di Dissident Network a partecipare al meeting(è in inglese). Vedi, sempre in Inglese, alcune delle tematiche emerse dal meeting.

Iniziative e mobilitazione a Berlino verso il G8, in Marzo e Aprile


Cosa si sa per ora di come si svolgerà la protesta:
Il programma della mobilitazione è incentrato sulla diversificazione dei giorni in aree tematiche con azioni e cortei in proposito. La mobilitazione inizierà prima del vertice stesso, ovvero il 2 Giugno, per poi affronatre cinque giorni di azioni e workshop in vista del giorno del blocco e delle barricate, il 6 Giugno, quando appunto il summit dovrebbe incominciare.
Qui di seguito viene tradotto dall’inglese il programma delle mobilitazioni che si può trovare sul sito G8 XTRA


-  2 GIUGNO: sabato, giorno della grande manifestazione di inizio a Rostok; si vuole creare un’alta e diffusa mobilitazione internazionale che dia le fondamente e la base alla protesta contro il G8. Vuole essere un modo per esprimere la molteplicità della protesta e della resistenza contro il G8, riunendo tutti i suoi partecipanti. Quindi ci dovrà essere un’unità politica e organizzativa nel corteo, che esprima mutua solidarietà. Da una parte questo vuol dire che vogliamo un corteo in cui ciascuno. anche famiglie con figli, possano partecipare e sentirsi sicuri. Dall’altra parte, ciò significa che il corteo reagirà insieme e in solidarietà in risposta a qualsiasi possibile attacco della polizia a parte di esso. per ulteriori informazioni vedere il sito di preparazione della giornata del 2 Giugno

-  3 GIUGNO: domenica, giorno incentrato sull’agricoltura e sull’ingenieria genetica. C’è tutto un percorso di preaparazione al riguardo con diverse tappe fra marzo e aprile. Sarà un giorno di chiamata all’azione in tutto il Macleburgo Pomerania, ma anche in altre località tedesche. Le azioni riguardo alla tecnologia genetica sono già state programmate. Volgiamo raccogliere i frutti dei campi geneticamente modificati intorno a Rostok. Il giorno dopo ci saranno mobilitazioni davanti a supermercati e panetterie.

-  4 GIUGNO: lunedì, giornata dedicata ai migranti. Oltre a un lungo percorso di preparazione ci saranno blocchi durante il corteo del 2 in luoghi significativi rispetto alla detenzione e allo sfruttamento dei migranti. Il 4, giornata di mobilitazione con azioni decentrate, cortei, eventi in serata. A tutto ciò si uniscono workshop tematici. per ulteriori info vedi questo sito

-  5 GIUGNO: martedì, giornata contro il militarismo, la guerra, la tortura. La parte centrale della giornata è il blocco dell’aereoporto militare di Rostock-Laage dove i politici e la maggior parte del personale del g8 atterrerà e dove già è atterrato più di una volta il presidente Bush. in preparazione a ciò ci saraà il blocco, l’1 Giugno, del Bombodrom, un grande aereoporto militare dove avvengono le esercitazioni di truppe NATO.

-  6 GIUGNO: martedì, giorno del blocco e delle barricate. Il gruppo di lavoro è stato organizzato dal network Block G8. I puntio principali delle barricate di massa sono l’effettivo blocco, l’apertura e la possibilità di partecipazione ad attivisti senza alcuna esperienza, basarsi sulla partecipazione di massa e agire in modo trasparente. diversi tipi di blocchi saranno fatti da diverse aree politiche, tutte però coordinate.Vedi l’appello in italiano del gruppo Block G8 verso i blocchi di questa giornata

Vedi lo schema del piano della protesta insieme al programma del summit

[www.globalproject.info/art-10950.html]


 
da "il manifesto" del 08 Aprile 2007

I movimenti migrano a nord

I movimenti europei si danno appuntamento tra Copenaghen e Malmoe. Con qualche difficoltà e non pochi nodi da sciogliere. Intanto, preparano l'anti-G8 di giugno
Angelo Mastrandrea

I confini dell'Europa, si sa, variano a seconda se a deciderli siano il Consiglio e la Commissione, la Uefa o la Nato. E così, c'è un continente calcistico che comprende la Russia e uno militare che la esclude, ed entrambi non corrispondono a quello istituzionale. L'Europa dei movimenti a sua volta ha una Carta che ambisce a competere con il Trattato costituzionale affossato da francesi e olandesi, e soprattutto confini più larghi. Tanto che il prossimo Forum sociale ha seriamente rischiato di andarsene in Turchia dopo i no di Germania e Austria, e se per questa volta non è accaduto non è detto che nel 2010 il colpo non riesca.
Ma avere confini più larghi può comportare qualche problema. Ad esempio, quello di non poter bilocare il prossimo meeting continentale tra Copenaghen e Malmoe. Non tanto per la distanza, mezzora scarsa con il ponte sull'Oresund, quanto perché come la mettiamo con ucraini e bielorussi che dovrebbero raddoppiare i visti, uno per la Danimarca l'altro per la Svezia, pena raccontare un giorno ai nipoti solo la metà di un forum?
Dunque accadrà questo: che la decisione di portare per la prima volta il Forum sociale europeo nel nord dell'Europa, presa in un incontro del Comitato europeo a Lisbona, sarà seguita dalla scelta tra una delle due città indicate. Chi vincerà? Il borsino allo stato attuale pende per la città svedese, accreditata di una componente movimentista più forte e coesa non tanto nella società quanto nella rete che sottende all'organizzazione dei forum europei. Ma Copenaghen potrebbe spuntarla per ragioni più simboliche: è lì che il governo di centrodestra sta tentando di sradicare ogni presenza di cultura alternativa, a partire dalla storica comunità di Christiania; è lì che il comune a guida socialdemocratica ha da farsi perdonare lo sgombero turbolento dell'altrettanto storica «Casa dei giovani», dove fu «inventata» la festa della donna, e pertanto si è precipitato a dare la disponibilità ad accogliere il popolo dei social forum. Sta di fatto che per la prima volta dalla prima edizione, nel 2002 a Firenze, il Fse si sposta nel nord Europa. Certo, dopo Parigi c'era stata l'edizione londinese, ma le divisioni tra «orizzontali» e «verticali» che avevano spaccato il forum in due non erano riuscite a conquistare i libertari movimenti del nord. Per il resto, a fronte di una crisi del modello socialdemocratico e all'intrufolarsi del liberismo, delle destre e perfino di un certo integralismo religioso accompagnato a pulsioni identitarie anche nei tranquilli paesi scandinavi, non è mai corrisposto un impegno adeguato dei movimenti europei. Che invece si sono sempre concentrati a sud, al massimo tentando di avvicinarsi a est, come dimostra l'appuntamento dello scorso anno ad Atene.
Comunque, dopo ben undici mesi di un dibattito che ha testimoniato le difficoltà che attraversano i movimenti europei, ecco la fumata bianca. Ci si è arrivati grosso modo in questo modo: l'Italia è stata scartata per l'impossibilità di una gestione unitaria (leggi Ds che si spaccano, Rifondazione tra il governo, il «cantiere», la Sinistra europea e i dissensi interni, movimenti divisi), così come la Francia, dove alle prossime presidenziali sono ben quattro i candidati riconducibili all'area altermondialista (Marie George Buffet del Pcf, Olivier Besancenot della Lcr, Arlette Laguiller della Lcr e José Bové); qualcuno aveva pensato all'Ungheria, ma l'eccessiva debolezza dei movimenti rende impensabile al momento qualsiasi ipotesi di apertura a est; la Germania era in pole position, ma quando i sindacati hanno ritirato l'appoggio si è accontentata dell'anti-G8 di Rostock del prossimo giugno; troppe difficoltà anche per l'Austria e troppo decentrata la Turchia dopo il forum di Atene. Così alla fine è emersa la candidatura scandinava e i movimenti si sono dati appuntamento a settembre 2008. Nel frattempo, dovranno affrontare alcuni problemi, dalla perdita di slancio dei forum al come riuscire a recuperare o ad attirare movimenti che non si sentono attratti dal Fse (si pensi, per rimanere all'Italia, ai cosiddetti «territori» che oggi sono uno dei pochi luoghi di partecipazione attiva, dalla Val Susa a Vicenza). E ancora, come recuperare il distacco dal Forum mondiale che invece mantiene un certo appeal, e come rilanciare la mobilitazione e le campagne contro il liberismo e le guerre. Su quest'ultimo punto la delegazione italiana (Arci, Cobas, Fiom e rete Transform) è riuscita a ottenere che il prossimo anno, in assenza del Forum mondiale, fosse lanciata nello stesso periodo, e in coincidenza del Wef di Davos, una settimana di mobilitazione che dall'anno seguente dovrebbe trasformarsi in un vero e proprio «no-liberismo day». Nel frattempo, tutti danno appuntamento a Rostock. Torna un «classico» della contestazione, il G8. E a sei anni da Genova ci sarà ancora una zona rossa da assediare.
 
da "il manifesto" del 08 Aprile 2007

Heiligendamm, paradiso perduto per G8

Isolato sulla costa baltica, nel collegio elettorale di Merkel, il G8 tedesco prepara le sue «difese». Preschedati gli abitanti dei villaggi, boschi remoti per arditi militanti di movimento
Guido Ambrosino

«Ci sono posti in questo mondo che non sono di questo mondo», con questo slogan il Grand Hotel Kempinski di Heiligendamm, sul Mar Baltico non lontano da Rostock, promette esclusività alla sua danarosa clientela. Presto sarà davvero un pianeta inaccessibile agli umani privi di lasciapassare. Sarà chiuso su un perimetro di 12 chilometri da una rete d'acciaio alta 2 metri e mezzo, sovrastata da filo spinato, protetta da telecamere e da dispositivi elettronici che segnaleranno ogni movimento nei dintorni. Si è cominciato a costruirla a metà gennaio, ora è quasi terminata.
Dal 6 all'8 giugno si incontreranno a Heiligendamm i reggitori degli otto più potenti paesi della terra, e non andranno disturbati. La località per il prossimo G-8 è stata scelta dalla cancelliera Angela Merkel dentro il proprio collegio elettorale di Stralsund. Sebbene nata a Amburgo, infatti, Merkel è cresciuta nel Mecklemburgo-Pomerania orientale, la regione più a nord della vecchia Repubblica democratica.
Il Mecklenburg-Vorpommern è la regione più povera dell'est. Un abitante su cinque è disoccupato. A parte l'attività portuale e cantieristica a Rostock, e pochi altri insediamenti industriali, predomina l'agricoltura. I campi coltivati si alternano a bellissime distese di laghi e di boschi. Il turismo è una delle poche carte su cui può puntare il Meck-Pomm, come lo chiama chi vuole risparmiarsi la complicazione del nome ufficiale, e il G8 è un'occasione da non perdere per battere la grancassa.
A natale è arrivato un regalo del ministro-presidente Harald Ringstorff (Spd) per i corrispondenti della stampa estera, un calendario gigante con foto di 70 centimetri per 50: le fiabesche torri del castello di Schwerin, campi invasi dal giallo dei fiori di colza, filari di tigli tra l'intenso verde dei prati, pini modellati dal vento sulle dune sabbiose della penisola di Fischland, le candide scogliere di gesso a Rügen. Non poteva mancare la bianca facciata del Grand Hotel Kempinski a Heiligendamm, indorata dal sole al tramonto. Sulla spiaggia, ben allineati, i sedili racchiusi da un guscio di vimini, indispensabile per ripararsi dal vento, insistente da queste parti.
Bernd Fischer, dell'associazione per la promozione del turismo in Mecklenburg-Vorpommern, punta sui giornalisti, dai quattro ai seimila, come moltiplicatori: «Gia adesso organizziamo visite per la stampa internazionale. Finalmente scrivono che ci siamo anche noi. Il più diffuso giornale giapponese ci ha dedicato un quarto di pagina...».
Non ci saranno «invasioni»
Rainer Karl, borgomastro di Kühlungsborn, comune collegato a Heiligendamm con un trenino a vapore a scartamento ridotto, non si fa illusioni su frotte di turisti da terre lontane, punta però sulla clientela tedesca. "Verranno qui poliziotti anche dalla Baviera - 16.000 saranno in tutto gli agenti - e sono sicuro che torneranno da turisti, quando avranno visto come è bello qui da noi".
Pare che Heiligendamm sia stata la prima stazione balneare sulla costa baltica. La fondò nel 1793 l'arciduca Federico Francesco I di Mecklenburg-Schwerin, su consiglio del suo medico Samuel Gottlieb Vogel, grande estimatore dei pregi terapeutici dell'aria e dell'acqua di mare. Nell'800 sorse un complesso di edifici neoclassici unico nel suo genere, il palazzo centrale, le terme, una serie di ville. Fino al 1930 Heligendamm fu frequentata dalla nobiltà. Lo zar Pietro I vi affittò una villa. Anche Franz Kafka venne qui a curarsi con la talassoterapia.
Con la Repubblica democratica Heiligendamm divenne un sanatorio aperto al "popolo lavoratore". Alcuni edifici erano riservati al VdN, l'associazione dei perseguitati dal regine nazista, reduci dal carcere, dai campi di concentramento, dall'esilio.
Negli anni '90 il complesso immobiliare è stato comprato da un gruppo finanziario di Colonia, che vuole rilanciare il modello elitario del passato, in conflitto con gli abitanti della zona, abituati nei tempi della Rdt a passeggiare liberamente sul lungomare e nel parco che circonda la «collana di perle», la sfilza di candide costruzioni. Al Grand Hotel la frequentazione di comuni mortali dava fastidio. Si è fatto assegnare in uso esclusivo dal comune di Bad Doberan la strada di accesso. Ha recintato, anche se con una bassa palizzata che arriva solo al ginocchio, tutta l'area immediatamente circostante, e anche buona parte del parco, trasformata in un campo di golf, è chiusa al pubblico.
Nel villaggio, tutti prigionieri
Restrizioni irritanti, ma una bazzecola in confronto allo stato di emergenza che regnerà a giugno. Intorno alla zona tabù dell'albergo sta sorgendo una «zona di sicurezza», delimitata da una rete metallica lunga 12 chilometri. All'interno, nel villaggio di Heiligendamm a sud dell'albergo, abitano 291 persone, che potranno entrare e uscire solo da due punti di controllo. I poliziotti stanno visitando i residenti casa per casa. Fanno compilare formulari dettagliati per i controlli di sicurezza. La polizia ha anche allestito uno studio fotografico per i ritratti sui lasciapassare.
Knut Abramowski, il funzionario di polizia responsabile del dispositivo di sicurezza, si è prodigato in assemblee informative all'interno della "zona" e nei villaggi adiacenti. Ha assicurato, bontà sua, che nei giorni fatidici del G8 potranno accedere all'area proibita anche proprietari di orti, fornitori, infermieri che curano persone costrette a letto, il personale degli alberghi. Ma tutti preventivamente schedati e controllati. Molte le domande del pubblico. Una coppia a giugno celebra le nozze d'argento e vorrebbe invitare trenta persone? Nulla è impossibile, se gli ospiti compileranno per tempo i formulari e riusciranno a ottenere i lasciapassare. Come faranno i ragazzi a andare a scuola? Ci sarà un servizio di pullmini dai due punti d'accesso. Le auto private vanno lasciate ai check-point.
Altermondialisti dispersi nella prateria
Più ardua la situazione sul litorale. Nessuna barca privata potrà essere messa in acqua, nessuna tavola da surf. Sulla costa pattuglieranno anche due navi da guerra Usa, una fregata e un incrociatore. A Kühlungsborn - dove, a sei chilometri da Heiligendamm, sarà allestito il centro stampa - si potrà però fare il bagno.
E gli alteromondialisti? La polizia non vorrebbe nemmeno farli avvicinare alla rete. Secondo le sue intenzioni - alla fine decideranno i tribunali - i cortei dovrebbero tenersi fino a otto chilometri di distanza nelle zone boscose meno controllabili. I politici avevano promesso campeggi nella zona, ma le trattative sono estenuati. Solo per tremila persone c'è posto a Reddelich, sei chilometri a sud di Heiligendamm. Gli altri potrebbero essere relegati a Bützow, a 40 chilometri.
 

 
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8 marzo - Ungdomshuset ALIVE !
 
 
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Demolita la «Casa della gioventù» in cui fu proclamato l'8 marzo
 
L’8 marzo 1907 Clara Essner Zetkin [ Socialdemocratica, dirigente del movimento operaio tedesco,direttrice del giornale Gleichheit (uguagliana) ] , organizzò con Rosa Luxemburg [ teorica della rivoluzione marxista, che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco ] la prima conferenza internazionale della donna.

Il 29 agosto 1910 a Copenaghen, in occasione la seconda conferenza internazionale delle donne si propose l’istituzione di una giornata internazionale della donna.
In quella sede fu proposto il diritto universale al voro (differente dal diritto per censo rivendicato dalle suffragette inglesi) e il riconoscimento dell’indennità di gestazione anche per le donne non sposate.

Dopo lo sgombero dello squat e gli scontri, le ruspe. Giù a Copenaghen lo storico edificio che ospitò Lenin e Rosa Luxemburg. Al suo posto una chiesa per una setta
Una ruspa per le demolizioni, l'enorme palla di cemento che colpisce fino ad abbatterlo l'Ungdomshuset, la «Casa della gioventù», il cui sgombero ha causato una delle più grandi rivolte di piazza in Danimarca, almeno da dieci anni a questa parte. Ieri mattina gli operai sono arrivati alle otto, con il volto coperto per non farsi riconoscere. Una misura di sicurezza. Intorno a loro, però, nessuna protesta. Solo lacrime. Tantissime. E poi fiori deposti a terra, canti, biglietti di addio e uno striscione: «Potete abbattere i muri, ma le fondamenta restano». La distruzione del caseggiato di mattoni nel quartiere Noerrebro di Copenaghen è stato un vero e proprio lutto per i ragazzi che avevano occupato il centro sociale. Ma anche per tante persone della sinistra danese che, per un verso o per l'altro, sono state «iniziate» alla politica proprio in quel luogo. Che da ieri è un mucchietto di calcinacci.
Eppure, la «Casa della gioventù» era un vero e proprio monumento storico, anche se ormai giudicato inagibile dalle autorità danesi, visto che non è mai stato ristrutturato. Proprio tra quelle mura, il 29 agosto del 1910, Rosa Luxemburg e Clara Essner Zetkin proclamarono l'8 marzo giornata della donna, in occasione della seconda conferenza delle donne dell'Internazionale socialista. In quella stessa occasione si discusse anche del voto alle donne come diritto universale, e non legato al «censo» come chiedevano le suffragette. Sempre in quell'edificio di mattoni aveva parlato niente meno che Vladimir Ilic Ulianov, ovvero Lenin. Insomma, un pezzo di storia, aldilà delle polemiche contro l'occupazione dell'edificio e delle strane compravendite che lo hanno interessato (gli ultimi proprietari sono i rappresentanti di una setta cristiana). La palazzina era stata costruita nel 1897 in quello che era un quartiere operaio, proprio per offrire ai lavoratori un luogo di incontro. Era l'equivalente di una «casa del popolo» (e in effetti si chiamava «Folket hus»), dove avevano la loro sede sindacati e associazioni . Poi, verso gli anni '60, fu abbandonato: i sindacati si trasferirono in una nuova sede. Per molto tempo rimase disabitato. Negli anni '80 entrò nelle mire di una grande catena di supermercati, la Brugsen, che voleva raderlo al suolo per costruirci un grosso negozio. In quel caso, il municipio si mise di traverso e lo acquistò. Nel 1982 fu assegnato a un gruppo di giovani, e diventò la «Casa della gioventù». Poi, nel 1996, un incendio devastò la palazzina. Iniziò una lunga battaglia legale, con quelli che ormai erano diventati a tutti gli effetti degli occupanti che non si fidavano di mettere il palazzo nella mani delle istituzioni per una ristrutturazione, temendo che sarebbe stata cambiata la destinazione d'uso. Fino al 2000, quando il palazzo fu venduto dal municipio a una società . Un'offerta di acquisto era venuta già da allora dalla setta cristiana «La casa del padre», ma il municipio l'aveva scartata ritenendola poco seria. La portavoce della setta disse che aveva avuto una specie di visione leggendo uno striscione che gli occupanti avevano appeso fuori dalle mura per protestare contro la messa in vendita dell'edificio. Diceva più o meno: «In vendita, con 500 psicopatici venuti dall'inferno». Chiaramente il motto era ironico. Ma, evidentemente, non per la setta che da allora ha fatto di tutto per impossessarsi dell'edificio. E ci è riuscita, perché a un certo punto la società che aveva acquistato il palazzo l'ha rivenduto proprio alla «Casa del padre».
Ieri, quindi, per la setta cristiana si è compiuta la « missione»: abbattere l'edificio. La portavoce della setta, Ruth Eversen, si è giustificata spiegando che all'interno, ormai, era tutto inutilizzabile. Gli occupanti pensano che, ora, i proprietari rivenderanno il terreno, perché l'unico obiettivo era quello di distruggere la palazzina.
Durante le operazioni di demolizione sono state fermate sei persone, che avevano oltrepassato le transenne. Il totale dei detenuti è ancora di 189 persone. Nei tre giorni di protesta i fermi sono stati in tutto 600, 149 erano cittadini stranieri. Tra di loro venti italiani: undici sono stati rilasciati e dovrebbero rientrare oggi in Italia. Altri nove ieri erano ancora in stato di fermo: tre dovranno di fronte a un giudice, mentre gli altri 6 potrebbero essere rilasciati. Nel pomeriggio di ieri si è svolta una manifestazione davanti al carcere. Copenaghen non è Roma o Milano o Torino, va da se. E se il modello sociale e di welfare non è commisurabile (anche se, come è stato giustamente sottolineato in questi giorni, in rapida e non positiva evoluzione), così l'immagine tollerante e un poco aliena pare destinata all'archivio. Pure colpiscono le centinaia di arresti, i fermi, gli scontri. Ma colpiscono chi? Quelli per cui sono cose da anni '80 o, al massimo, '90; i convinti dell'esistenza di politiche per i giovani in Europa e, magari, anche in Italia; quelli per cui la speculazione immobiliare è una tigre di carta; chi guarda e sostiene solo la famiglia pensando che i figli...
E invece c'è questa fastidiosa e perdurante tendenza a costruire modelli sociali alternativi che attraversa le generazioni, interferendo oltretutto con gli interessi altrui. E in parallelo una tensione autoritaria e normalizzante che si risveglia periodicamente in terre destroverse quanto in quelle socialdemocratiche. Certo qualcuno mi risponderà che ovunque esistono gli stessi fondamentali: anche lì si batte moneta, esistono rendite, salari e profitti, il mattone ha uguale consistenza. Ma dato che nazioni e municipalità diverse hanno sul tema prodotto politiche completamente dissimili, con modalità di governo dagli esiti antitetici, rimango convinto che il cattivo esempio dato da chi amministra Copenaghen possa essere battuto e non assumere le sembianze di un modello oltretutto dai costi immediati evidenti e da quelli futuri imprevedibili. Imponderabili al punto che bisognerebbe arrestare gli amministratori e rilasciare i manifestanti, o almeno metterli assieme.
Qui da noi è ancora viva la campagna di criminalizzazione delle scorse settimane, ove la frequenza di presunte e residuali velleità lottarmatiste in questo o quel centro ha innescato la destra nazionale nel richiedere sgomberi e lacrime. Con buona pace del buon senso e dell'evidenza che sotto analoga denominazione lavorano realtà tra loro assai diverse, argine piuttosto che combustibile di soggettivi ritorni di fiamma. Quasi che sindacati, associazioni e centri fossero, per questi progetti, più naturale attraversamento di quanto possa essere la locale sezione del Rotary o l'assemblea di Confindustria.
Serve invece un radicale cambio di strategia e delle politiche pubbliche nei confronti di questi luoghi (centri sociali o spazi pubblici autogestititi che siano). E pronunciare la parola pubblico produce già una forte eco che ne evidenzia la totale assenza. Serve un indirizzo nazionale che non deleghi totalmente alla buona o cattiva volontà di questo o quel ente locale. Come per altro accade per le (poche) politiche abitative e di (modesto) contrasto alla precarietà.
Ad esempio un fondo nazionale di «emersione» a disposizione di comuni e province verso positive soluzioni per gli spazi sociali sarebbe stato, in Finanziaria, un ottimo segnale. Ma nel pur enciclopedico provvedimento del governo non si è trovata voce ne è stato possibile inserirla.
Siamo in tempo per rimediare. Mi rendo conto che di fronte a un sintomo, quale le vicende di questi giorni temo siano, bisognerebbe aggredire con ben altra forza l'insieme dei temi. Per intanto non guasta ringraziare gli amici e compagni/e danesi e tedeschi che stanno dando una mano anche a noi.
 

 
Ungdomshuset - DEMOLIZIONE A COPENAGHEN
 
DEMOLIZIONE A COPENAGHEN  Nella capitale danese è iniziata lunedì mattina la demolizione del centro sociale occupato dagli squatters nel quartiere di Noerrebro, causa di scontri tra manifestanti e la polizia la scorsa settimana (Lars Helsinghof/Epa/Ansa)
 Nella capitale danese è iniziata lunedì mattina la demolizione del centro sociale occupato dagli squatters nel quartiere di Noerrebro, causa di scontri tra manifestanti e la polizia la scorsa settimana. Lars Helsinghof
 
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COPENHAGEN, Denmark - Demolition crews on Monday started tearing down a disputed youth center that was at the heart of recent street riots in Copenhagen.

Workers wore face masks under their helmets to conceal their identities as an excavator tore into the so-called Youth House, a graffiti-sprayed brick building in the Noerrebro district of the Danish capital.

A police anti-terror squad on Thursday evicted squatters from the building, triggering three nights of clashes with leftist youth that turned parts of the city into a battle zone.

More than 600 people were arrested and more than 20 injured as protesters hurled cobblestones at riot police and set fire to cars and trash bins in Copenhagen's worst riots in 14 years.

The Youth House for years served as a popular cultural center for anarchists, punk rockers and left-wing groups. The squatters considered it as free public housing, but courts ordered them out after the city sold the building to a Christian congregation.

The four-story structure was "a total wreck" and posed a fire hazard, said Ruth Evensen, leader of the small congregation that bought the Youth House in 2001.

"It would cost us a fortune to have it fixed," she said, declining to reveal the congregation's plans for the site.

As dust from the demolition filled the air Monday, angry youth yelled obscenities at police who had cordoned off the area around the building. Others hugged and cried.

"They are breaking my heart. I cannot stand it," said Birgitte, a black-clad 21-year-old woman with dreadlocks. She refused to give her last name, saying that was the norm among the people frequenting the building.

About 30 police officers were keeping the youth away from the demolition site, while dozens more watched the situation from police vans.

Those arrested in the street clashes included foreign activists from Sweden, Norway, Germany and the United States, police said. More than 200 were remanded in custody, while 15 were released. Others were still awaiting court hearings.

The riots were Denmark's worst since May 18, 1993, when police fired into a crowd of rioters protesting the outcome of a European Union referendum. Ten of the protesters were wounded.

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Authorities demolish a youth centre Ungdomshuset in Noerrebro in Copenhagen March 5, 2007. Danish police rounded up foreigners it said had helped fuel a wave of violence that followed the eviction of activists from the youth centre earlier this week. Lars Helsinghof
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Demonstrators are forced by Danish police to leave the back side of the youth house Ungdomshuset in Copenhagen March 5, 2007, while demolition crews start to tear down the house. Danish police rounded up foreigners it said had helped fuel a wave of violence that followed the eviction of activists from a Copenhagen youth centre earlier this week. On Thursday, 217 people were taken into custody when police raided the youth centre in the multi-ethnic, working class Norrebro neighbourhood. Christian Charisius
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Demonstrators are forced by Danish police to leave the back side of the youth house Ungdomshuset in Copenhagen March 5, 2007, while demolition crews start to tear down the house. Danish police rounded up foreigners it said had helped fuel a wave of violence that followed the eviction of activists from a Copenhagen youth centre earlier this week. On Thursday, 217 people were taken into custody when police raided the youth centre in the multi-ethnic, working class Norrebro neighbourhood. Christian Charisius
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Authorities demolish a youth centre Ungdomshuset in Noerrebro in Copenhagen March 5, 2007. Danish police rounded up foreigners it said had helped fuel a wave of violence that followed the eviction of activists from a Copenhagen youth centre earlier this week. Lars Helsinghof
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Authorities demolish a youth centre Ungdomshuset in Noerrebro in Copenhagen March 5, 2007. Danish police rounded up foreigners it said had helped fuel a wave of violence that followed the eviction of activists from a Copenhagen youth centre earlier this week. On Thursday, 217 people were taken into custody when police raided the youth centre in the multi-ethnic, working class Norrebro neighbourhood. Christian Charisius
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Demonstrators and Danish police stand at the back side of the youth house Ungdomshuset in Copenhagen March 5, 2007, as demolition crews started to tear down the house. Danish police rounded up foreigners it said had helped fuel a wave of violence that followed the eviction of activists from a Copenhagen youth centre earlier this week. On Thursday, 217 people were taken into custody when police raided the youth centre in the multi-ethnic, working class Norrebro neighbourhood. Christian Charisius
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Workers and Danish police stand at the back side of the youth house Ungdomshuset in Copenhagen March 5, 2007, as demolition crews started to tear down the house. Danish police rounded up foreigners it said had helped fuel a wave of violence that followed the eviction of activists from a Copenhagen youth centre earlier this week. On Thursday, 217 people were taken into custody when police raided the youth centre in the multi-ethnic, working class Norrebro neighbourhood. Christian Charisius
 


 
Danish police clash with radical squatters
 

Giovedì 1 marzo 2007 - Copenhagen - Sgomberato centro sociale Ungdomshuset150 arresti

 
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COPENHAGEN - Danish police clashed on Thursday with hundreds of activists protesting the forced eviction of squatters from a radical cultural centre in a notoriously rough neighbourhood of Copenhagen.

More than 150 people, including minors and foreigners, were arrested during riots that erupted after a dawn raid on the Ungdomshuset youth centre in the Noerrebro district.

Clashes continued throughout the day and reached a crescendo in the evening when up to 1,000 youths attacked police with stones, bottles, pots of paint and firecrackers, and set up barricades, lit fires and overturned vehicles.

Riot police used tear gas in an attempt to disperse the demonstrators, some of whom were masked.

"We think we have the situation relatively under control. But you never know," police spokesman Flemming Steen Munch told AFP around 7:30 pm (1830 GMT).

The four-storey Ungdomshuset has been a haven for rebels, punk and squatters since the 1980s, when it was given to them by the city of Copenhagen.

But it was recently sold to a fundamental Christian sect, which has demanded the eviction of the youths. The sect plans to tear the building down.

An August 2006 court ruling ordered the occupants to be evicted from the centre, which they insist belongs to them.

It was not known how many people were injured in Thursday's violence. One person was known to have been injured during the morning riots and was taken to hospital, Steen Munch said.

Danish television TV2 reported that the injured man was a German citizen who had sustained head injuries.

One Noerrebro resident described the operation as something resembling "the dismantling of a terrorist network."

The Noerrebro neighbourhood is home to a large population of young radicals and squatters and is the scene of regular flare-ups with police. In May 1993, bloody clashes erupted in the district following Denmark's "yes" vote to the EU Maastricht Treaty.

Some of the parents of the youths had in recent weeks stood guard outside the building day and night to protect their children against a possible police offensive.

"Why can't we have an alternative building for young people," asked Sophie, an 18-year-old punk who watched from afar as police cleaned up a smouldering barricade during a lull in the clashes.

She and her 17-year-old friend Kyra said they frequented Ungdomshuset to "attend underground concerts and plays", or when they were angry with their parents.

Some onlookers at the scene were critical of the Danish police action.

Kristina Ilsoe, a Roskilde University professor who watched the events with her three-year-old son at her side, said she was "sad, like most of the neighbours, to see so-called tolerant Denmark not leave room for those who don't fit the norm."

Eric, a 60-something anthropologist, said he "feared the worst, because a lot of people are angry about the police aggression."

He criticised politicians' "narrowmindedness which led to this unnecessary evacuation."

Some banks and stores in the area decided to barricade their entrances to protect their businesses from the riots.

Police said meanwhile they were re-establishing border controls to prevent an influx of the youths' supporters from other countries, in particular Germany.

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Questa mattina intorno alle ore 06.00 il Centro Sociale UngdomHuset di Copenhagen è stato sgomberato violentemente anche con l’intervento di "squadre speciali antiterrorismo" calatisi da elicotteri.
Immediata la resistenza degli occupanti e degli attivisti danesi che da questa mattina stanno organizzando blocchi e barricate incendiarie in tutto il quartiere di Norrebro.
Violenti gli scontri nell’intervento della polizia nel tentativo disperdere migliaia di manifestanti che tentavano di raggiungere il centro sociale appena sgomberato.
Gli scontri sono ancora in corso per le strade di Norrebro e attivisti stanno sopraggiungendo da tutto il NordEuropa.
Al momento sono circa un centinaio gli arresti, in difficolta la polizia danese che sta richiedendo rinforzi.

www.globalproject.info

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Protesters are detained in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007, during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a house. Over 100 people were arrested Thursday after angry protesters threw cobble stones at police when an anti-terror squad evicted squatters from a Copenhagen building. John McConnico
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Protesters are detained in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007, during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a house. Over 100 people were arrested Thursday after angry protesters threw cobble stones at police when an anti-terror squad evicted squatters from a Copenhagen building. John McConnico
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Danish police and protesters clash in Copenhagen March 1, 2007. Danish police arrested at least 100 people in Copenhagen on Thursday in violent street clashes after authorities evicted left-wing squatters from a youth centre, a police spokesman said. Jens Noergaard Larsen
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Protesters walk past a burning barricade in Copenhagen, Denmark, Thursday March 1, 2007, during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a house. Over 100 people were arrested Thursday after angry protesters threw cobble stones at police when an anti-terror squad evicted squatters from a downtown Copenhagen building. John McConnico
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Police arrest a demonstrator Thursday March 1, 2007, near a downtown Copenhagen building as an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who took part of the eviction, which began early Thursday morning local time. Tariq Mikkel Khan
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Protesters gather bricks and erect barricades to battle police in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. John McConnico
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Protesters and bystanders run from police in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. John McConnico
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A riot policeman stands guard in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. John McConnico
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Protesters erect barricades in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. John McConnico
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Demonstrators with a barricade Thursday, March 1, 2007, near a downtown Copenhagen building after an anti-terror squad had evicted squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who had taken part of the eviction, which began early Thursday morning. Carsten Snejbjerg
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building after an anti-terror squad had evicted squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who had taken part of the eviction, which began early Thursday morning. Carsten Snejbjerg
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Police drive into a container with demonstrators Thursday, March 1, 2007, near a downtown Copenhagen building after an anti-terror squad had evicted squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who had taken part of the eviction, which began early Thursday morning. Carsten Snejbjerg
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Police and demonstrators clash Thursday March 1, 2007, near a downtown Copenhagen building, as an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who took part of the eviction, which began early Thursday morning local time. Tariq Mikkel Khan
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Police and demonstrators clash Thursday March 1, 2007, near a downtown Copenhagen building, as an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who took part of the eviction, which began early Thursday morning local time. Polfoto, Tariq Mikkel Khan
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Flames rise from a burning container near the Ungdomshuset youth centre in the Noerrebro area of Copenhagen. Hundreds of youths fought a running battle with riot police in the Danish capital late Thursday as a demonstration against the eviction of squatters turned violent, an AFP correspondent at the scene reported. Jens Noergaard Larsen
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Protesters hold stones in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. John McConnico
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Protesters are arrested in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. John McConnico
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Police subdue and arrest a protester in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. Lars Nyboell
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A protester is arrested in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. Lars Nyboell
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Protesters raise clenched fists in Copenhagen, Denmark Thursday March 1, 2007 during clashes between youths and police over the eviction of squatters from a youth house. Dozens were arrested after angry protesters threw cobble stones at police Thursday when an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters from a downtown Copenhagen building, police said. Lars Nyboell
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Police arrest a demonstrator Thursday, March 1, 2007, near a downtown Copenhagen building after an anti-terror squad had evicted squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who had taken part of the eviction, which began early Thursday morning. Carsten Snejbjerg
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Police arrest a demonstrator Thursday, March 1, 2007, near a downtown Copenhagen building after an anti-terror squad had evicted squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who had taken part of the eviction, which began early Thursday morning. Carsten Snejbjerg
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A helicopter is seen over a downtown Copenhagen building, Thursday March 1, 2007, as an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who took part of the eviction, which began early Thursday morning local time. Christopher Fabritius
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Two helicopters are seen over a downtown Copenhagen building, Thursday March 1, 2007, as an anti-terror squad started a disputed eviction of squatters. Dozens of onlookers clashed with the hundreds of police officers who took part of the eviction, which began early Thursday morning local time. Svend Otto Hansen
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Police officers spray water on a burning container near a youth centre in the Noerrebro area of Copenhagen March 1, 2007. Danish police arrested at least 100 people in Copenhagen on Thursday in violent street clashes after authorities evicted left-wing squatters from a youth centre, a police spokesman said. Lars Helsinghof
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Danish police officers stand near arrested activists after clashes in Copenhagen March 1, 2007. Danish police arrested at least 100 people in Copenhagen on Thursday in violent street clashes after authorities evicted left-wing squatters from a youth centre, a police spokesman said. Jens Noergaard Larsen
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Danish police officers face protesters during a clash in Copenhagen March 1, 2007. Danish police arrested at least 100 people in Copenhagen on Thursday in violent street clashes after authorities evicted left-wing squatters from a youth centre, a police spokesman said. Jens Noergaard Larsen
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Danish police officers clash with protesters in Copenhagen March 1, 2007. Danish police arrested at least 100 people in Copenhagen on Thursday in violent street clashes after authorities evicted left-wing squatters from a youth centre, a police spokesman said. Jens Noergaard Larsen
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Danish police officers stand near arrested activists after clashes in Copenhagen March 1, 2007. Danish police arrested at least 100 people in Copenhagen on Thursday in violent street clashes after authorities evicted left-wing squatters from a youth centre, a police spokesman said. Jens Noergaard Larsen
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Danish police officers gather arrested activists after clashes in Copenhagen March 1, 2007. Danish police arrested at least 100 people in Copenhagen on Thursday in violent street clashes after authorities evicted left-wing squatters from a youth centre, a police spokesman said. Jens Noergaard Larsen
 

 
Violent protests in Copenhagen "Ungdomshuset-The Youth House Stays" - Sunday December 17
More than 300 demonstrators were arrested in the Danish capital on Saturday after violent clashes between police and youths who were protesting against the planned closure of a youth centre in the city.

 
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Protestors throw stones at police vans in a Copenhagen street December 16, 2006. Riots broke out when hundreds of young people started an unannounced demonstration to avoid eviction from Ungdomshuset (youth house). The use of the building was granted to young people for cultural purposes some twenty years ago by the City Council, but now the building has been sold to a Christian organization. (Lars Helsinghof/Scanpix/Reuters)

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A group of youths wearing masks and helmets demonstrate in a Copenhagen street December 16, 2006. Riots broke out when hundreds of young people started an unannounced demonstration to avoid eviction from Ungdomshuset (youth house). The use of the building was granted to young people for cultural purposes some twenty years ago by the City Council, but now the building has been sold to a Christian organization. The banner reads 'The Youth House Stays.' (Lars Helsinghof/Scanpix/Reuters)
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Youths and police clash in downtown, Copenhagen, Denmark, Saturday, Dec. 16, 2006. Some 300 people were detained Saturday when an unauthorized demonstration in downtown Copenhagen turned violent, police officials said. Around 1,000 demonstrators had gathered in the Danish capital to protest against court rulings ordering a group of young squatters to leave a downtown building and hand it over to a Christian congregation that bought it five years ago. (AP Photo/Carsten Snejbjerg, Polfoto)
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A youth and police clash in downtown, Copenhagen, Denmark, Saturday, Dec. 16, 2006. Some 300 people were detained Saturday when an unauthorized demonstration in downtown Copenhagen turned violent, police officials said. Around 1,000 demonstrators had gathered in the Danish capital to protest against court rulings ordering a group of young squatters to leave a downtown building and hand it over to a Christian congregation that bought it five years ago. (AP Photo/Carsten Snejbjerg, Polfoto)
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Protestors occupy the Ungdomshuset (youth house) as a banner hangs from it in Copenhagen December 16, 2006. Riots broke out when hundreds of young people started an unannounced demonstration to avoid eviction from Ungdomshuset. The use of the building was granted to young people for cultural purposes some twenty years ago by the City Council, but now the building has been sold to a Christian organization. A police spokesman said some 300 people had been arrested. The banner reads 'Some things are worth fighting for - the Youth House never surrenders (the address is 69 Jagvejen)'. REUTERS/Lars Helsinghof/Scanpix
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Demonstrators and police clash in downtown, Copenhagen, Denmark, Saturday, Dec. 16, 2006. Some 300 people were detained Saturday when an unauthorized demonstration in downtown Copenhagen turned violent, police officials said. Around 1,000 demonstrators had gathered in the Danish capital to protest against court rulings ordering a group of young squatters to leave a downtown building and hand it over to a Christian congregation that bought it five years ago. (AP Photo/Tariq Mikkel Khan, Polfoto)
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Demonstrators throw rocks at police in downtown, Copenhagen, Denmark, Saturday, Dec. 16, 2006. Some 300 people were detained Saturday when an unauthorized demonstration in downtown Copenhagen turned violent, police officials said. Around 1,000 demonstrators had gathered in the Danish capital to protest against court rulings ordering a group of young squatters to leave a downtown building and hand it over to a Christian congregation that bought it five years ago. (AP Photo/Tariq Mikkel Khan, Polfoto)
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Demonstrators are detained by police in downtown, Copenhagen, Denmark, Saturday, Dec. 16, 2006. Some 300 people were detained Saturday when an unauthorized demonstration in downtown Copenhagen turned violent, police officials said. Around 1,000 demonstrators had gathered in the Danish capital to protest against court rulings ordering a group of young squatters to leave a downtown building and hand it over to a Christian congregation that bought it five years ago. (AP Photo/Tariq Mikkel Khan, Polfoto)