STREET PARADE ANTIPRO' - ROMA - 14.04.2007 
 

 

 
 
 
 
 

16 aprile 2007

Fantasmi a Roma

Giuliano Santoro

Cinquantamila persone, sabato scorso, si sono ritrovate al centro di Roma per fare la festa danzante al proibizionismo e rivendicare l'uso consapevole di sostanze stupefacenti. È successo più di 48 ore fa, ma bisogna ancora ricordarlo perché quei 50 mila pazzi che hanno osato mettere in discussione la legge Fini-Giovanardi sulle droghe sono passati completamente inosservati sui media liberisti.
Giornali e televisioni, semplicemente, non ne hanno parlato. Non hanno scelto di montare ad arte qualche scenetta ambigua per criminalizzare quel corteo, e neppure hanno dato il bollettino delle linee dell'autobus deviate "per colpa" della manifestazione (come sono soliti fare le testate regionali della Rai). Niente.

Forse le sostanze psicotrope hanno creato una gigantesca allucinazione collettiva, forse non c'erano tutti quei carri musicali a ricordare al centrodestra (che ha approvato la legge in vigore) e al centrosinistra (che ancora non è stato in grado di cambiarla) che la connessione tra consumo di droghe e codice penale è sbagliata, ideologica e completamente inutile.
Secondo stime del Viminale, le narici dei milanesi ogni anno sniffano due tonnellate di cocaina. E i giornali, questa volta attenti a non "bucare la notizia" (perdonateci il discutibile doppio senso) hanno sollevato l'allarme del consumo di colla per andare fuori di testa. Per sballarsi si sniffa la colla, come nelle favelas brasiliane e nelle canzoni dei Ramones ("Now I wanna snifff some glue", 1975).

Ma c'è qualcuno che ancora si illude di lavarsi la coscienza col tintinnare delle manette, magari un giorno finirete al gabbio per un vasetto di Coccoina che avete sulla scrivania. Forse, se quei 50 mila invisibili che sabato hanno ballato per le strade di Roma, si fossero materializzati sui nostri teleschermi, sabato sera, qualche giovane in cerca di evasione dal tritacarne del neoliberismo, si sarebbe sentito meno solo.
E chi ha partecipato a quella manifestazione avrebbe avuto meno difficoltà a riconoscersi come soggetto portatore di diritti, invece che come un fantasma. Avremmo scoperto, tutti quanti (se il paese reale avesse fatto irruzione nel paese virtuale dell'agenda-setting) che il consumo di droghe, ludico o patologico che sia, non è un fatto individuale, non è una faccenda che riguarda i vizi privati di un paese che non riesce a immaginarsi diverso. Le droghe., come le 5 birre medie che un minorenne su sei consuma almeno una sera a settimana (secondo una ricerca commissionata dal ministero della salute) riguardano le pubbliche sorti della nostra società.
Che qualcuno abbia il coraggio (e l'allegra imprudenza) di sventolare questo problema e di chiedere che se ne discuta è una grande cosa. Così grande, che i piccoli occhi di chi fa informazione in questo paese non se ne sono accorti.


 
da "il manifesto" del 15 Aprile 2007

Il ritmo dei 50 mila: «No al proibizionismo»

Una Street parade a Roma parla chiaro al governo Prodi: «Siete immobili, abolire la Fini-Giovanardi». E chiede un «nuovo patto»
Cinzia Gubbini

Manifestazione «ludica», così la chiamano tutti: ovvero musica a palla (con delle amplificazioni che gli altri cortei se le sognano) e grandissima libertà di consumo di qualsiasi sostanza psicoattiva. Una street parade antiproibizionista come tante, quella che ha attraversato ieri il centro di Roma, ma con almeno due particolarità. La prima: il numero. Alla fine sono arrivati in cinquantamila, così dicono gli organizzatori, utilizzando il consueto metodo di calcolo: se la testa del corteo è alla fine di via Cavour e la coda all'inizio, tanti sono. Ma una Street è un'altra cosa, potevano essere di più o di meno, chissà. La gente va su e giù per le strade, si perde, torna, la ritrovi un po' dappertutto. E ci si infila anche di tutto: ad un certo punto ci sono stati scontri, per la presenza di un gruppo di destra. Qualcuno ha parlato di un vero e proprio blitz di fascisti. Secondo altre versioni - non sarebbe la prima volta - dietro a uno dei camion che pompavano musica sono stati avvistati ragazzi che ballavano, ma con celtiche e svastiche. Quando i manifestanti hanno cercato di allontanarli, sono volati un po' di schiaffi.
La seconda particolarità: quella di ieri era una Street con forti contenuti politici, organizzata proprio per questo. I promotori - il Movimento di massa antiproibizionista, una valanga di centri sociali, la comunità di recupero San Benedetto al porto di Genova, il Cnca del Lazio ma nessun partito o sindacato - ha deciso di scendere in piazza accusando apertamente il governo Prodi di immobilismo. La piattaforma parlava esplicitamente di «distanza da questo governo» definito «fedele esecutore» della legge della destra e sottolineava il disinteresse a che «membri della maggioranza» partecipassero al corteo. Striscione: «La legge Fini-Giovanardi fa pena. Il governo Prodi pure». Un chiaro «no, grazie» a partiti come Rifondazione, Pdci, Verdi, ma anche Ds, che invece in questi anni avevano condiviso un percorso di riflessione con il movimento e gli operatori attorno alle rivendicazioni portate in piazza ieri: depenalizzazione del consumo, riduzione del danno, rifiuto della cultura del proibizionismo. Ma a un anno dalle elezioni la legge Fini-Giovanardi è ancora là, il tentativo del ministro Turco di cambiare le tabelle sulle sostanze illegali inserite in quella legge è stato bocciato dal Tar, e comunque da queste parti viene considerato «solo un palliativo».
Ieri in mezzo ai ravers ventenni - «che vergogna», osserva una partecipante un po' più anziana, «dove diavolo sono i quaranta-cinquantenni che consumano e che vent'anni fa chiedevano esattamente le stesse cose di questi ragazzi, lasciati soli?» - c'era anche il deputato del Prc Daniele Farina, storico leader del Leoncavallo. «Sono qui prima di tutto come militante antiproibizionista - spiega - penso che qualsiasi critica sia legittima, anche perché è vero che il governo è fermo sulle droghe, ma mi auguro che il movimento non cada in una trappola: non giova a nessuno perdere pezzi di cultura antiproibizionista e restare nel ghetto». In coda al corteo, tra la ventina di camion - tutti attrezzati con bar e arrivati da Bologna, Napoli, Roma, Firenze - c'è anche quello del centro sociale milanese Leoncavallo e il camioncino dello Sprint («Spazio di ricerca e intervento») una realtà di monitoraggio e azione sul consumo di sostanze che coinvolge Prc e Giovani comunisti, debitamente attrezzato con arance, banane e acqua da distribuire gratuitamente come i Drop-in e le due unità di strada mobilitate per «soccorrere» manifestanti che non reggono ai ritmi della Street. Leonka e Sprint sfilano per ultimi perché non hanno aderito alla piattaforma: «Pensiamo che su questa questione sia vitale tessere rapporti più ampi e avere un'interlocuzione anche con il mondo istituzionale», spiega Alessandro del centro sociale milanese.
Che la riforma voluta dal governo Berlusconi abbia effetti devastanti lo confermano tutti. Non soltanto l'innalzamento vertiginoso delle denunce e degli arresti. Guido è uno studente della Sapienza e un'attivista del laboratorio sociale Esc. Ieri gli studenti erano tantissimi, anche delle scuole superiori. «Le università e le scuole sono piene di poliziotti, la legge viene utilizzata per chiudere gli spazi sociali come le aule occupate, e di fatto si è creata una separazione tra saperi legali e saperi illegali», racconta Guido. Ed è proprio l'arretramento culturale che denuncia chi lavora ogni giorno sul fronte delle droghe, come gli operatori della Comunità genovese «San Benedetto al porto»: «Rimango scandalizzato quando sento il ministro Amato dire che vogliono mettere i test antidroga fuori dalle scuole. Possibile che non lo abbiamo ancora capito? I ragazzi incontreranno sempre sostanze psicoattive, fondamentale è costruire consapevolezza, far capire la differenza tra uso e abuso», spiega Pierugo. Mentre sulla piazza girano sempre più sostanze chimiche, la cocaina dilaga, torna l'eroina, si afferma lo stile del «policonsumo». Un altro operatore della comunità osserva: «Bene le Street, ma noi ci sentiamo un po' pesci fuor d'acqua. Aspiriamo a una manifestazione di operatori, scienziati, che coinvolga l'opinione pubblica». Ed è proprio un «nuovo patto culturale» che chiedono i promotori della Street: «Oggi è un grande successo - dice Domenico «Megu» Chionetti, anche del centro genovese Tdn - ma è soltanto un punto di partenza. Ora è necessario ripartire da alcuni punti minimi per avere un approccio culturale e non ideologico al consumo di sostanze».


14-04-2007, ore 19:41:28
 
Italia. Roma. In 40mila alla street-parade antiproibizionista: "Il governo Prodi fa pena"
 
Abrogazione della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, apertura di un dibattito tra tutte le parti sociali, consumatori compresi, potenziamento dell'assistenza pubblica ed esclusione di quella privata nella fase di recupero dei tossicodipendenti. Sono le istanze di Mdma, il Movimento di massa antiproibizionista, i cui associati, tantissimi centri sociali provenienti da tutta Italia, operatori del settore, collettivi ed associazioni, sfilano oggi in corteo a Roma.
La street-parade, come la definiscono gli organizzatori, e' intesa come uno 'spazio liberato', dove e' consentito quindi fumare spinelli o assumere altre sostanze. Libero anche il consumo di alcolici. La manifestazione, composta in maggior parte da giovani e giovanissimi, e' cominciata pochi minuti prima delle 17, in piazza della Repubblica. Sono 22 i camion e camioncini -di cui cinque Tir da 13 metri- che sfilano nel corteo. A bordo degli automezzi, affollati di partecipanti, sono stati montati impianti musicali che trasmettono ad altissimo volume. Il corteo e' aperto da uno striscione con la scritta 'La legge Fini sulle droghe continua a fare pena... Il governo Prodi pure'. L'attuale esecutivo, infatti, e' preso di mira dai manifestanti, in quanto ad un anno dal suo insediamento non e' stato in grado di modificare la legge voluta dal governo precedente, nonostante l'impegno preso in campagna elettorale.
 

14aprile2007
 
Immagini: 147 - LINK DELLE FOTO: http://picasaweb.google.com/edoneo/14aprile2007
14/apr/07
GIUSTO O SBAGLIATO NON PUO' ESSERE REATO! ROMA 14 APRILE 2007
STREET PARADE ANTIPRO PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 15

Altre Foto (12): http://picasaweb.google.com/edoneo/14042007B


 
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